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martedì 28 giugno 2022

Ham Messe Friedrichshafen 2022


Una sera di qualche settimana fa mi telefona Paolo dicendomi che sta costituendo un equipaggio di 4 persone per andare in auto alla Ham Messe di Friedrichshafen; mi dice che io sarei il terzo e se conosco un quarto OM per completare il carico. Nemmeno tre giorni dopo, l'equipaggio è costituto e si fa il crono-programma e la tabella di marcia; Paolo da ottimo organizzatore ha già trovato dove e come dormire, ha fatto una stima dei costi, ha suddiviso le quote, ha predisposto orari e tutto il resto. E così giovedì 23, avendo acquistato i biglietti ed il parcheggio via Internet, all'ora di pranzo si parte alla volta di Friedrichshafen (via Como, Lugano, Bellinzona, Splugen, Thusis, Chur, Bregenz, Lindau) dove arriviamo in prima serata, in tempo per scaricare i bagagli, prendere possesso dell'alloggio individuato e prenotato da Paolo (in Ailinger Straße), e fare un bel giro a piedi per Friedrchshafen.

Cena coi fiocchi in un locale sul lungolago (s'Wirtshaus am See), foto di rito e salita sulla terrazza panoramica del Moleturm in riva al lago di Costanza (Bodensee) e poi subito a casa, dove arriviamo mentre si scatena un temporale con fiocchi e controfiocchi!

 

Alle 9 del mattino seguente, dopo abbondante colazione con prelibatezze locali, siamo davanti all'ingresso della fiera, in mezzo alla calca di quanti (ma quanti erano!) non vogliono perdersi l'occasione della loro vita. Anche noi quattro ci dividiamo ed ognuno prosegue per la sua strada, essendoci dati appuntamento alle 12 in un luogo riconoscibile.

E così, tra le mille cose presenti nei vari banchi del flea markt, dove ognuno di noi non si è fatto sfuggire questo e quello, si arriva all'ora di pranzo... le diverse "mangiatoie" con tavoli e panche all'aperto sono prese d'assalto, fuori piove, gli ombrelloni non sono tanti e si fa quel che si può... al momento ci accontentiamo di una buona weiss ristoratrice e rimandiamo a più tardi un pasto più corposo.


 

L'ultima ora la passiamo tutti assieme nello stand "istituzionale" dove troviamo in bella mostra le ultime radio Elekraft, Icom, Elad, tanti stand di produttori di amplificatori RF, costruttori di antenne, sviluppatori di software e tanto altro. Ed anche gli stand istituzionali delle varie associazioni nazionali di radioamatori di mezzo mondo.


Sotto una pioggia battente, con temperature assolutamente autunnali, ognuno fiero dei suoi acquisti e con un po' di rammarico, ci rimettiamo in viaggio - giusto un quarto d'ora prima della chiusura - per il ritorno, dove il mal tempo ci accompagna fino alle porte della frontiera italiana: Torino ci accoglie con una temperatura assolutamente piacevole, per Pinerolo ci vorrà un po' più di tempo (a Torino c'è il caos per via delle celebrazioni per San Giovanni, fuochi d'artificio, annessi e connessi).

Il team: IK1RAC, IK1ZYW, IZ1SCM e IK1QLD



























domenica 12 giugno 2022

Riunione radioascolto

Grazie all'invito di Bettino che ci ha nuovamente ospitati a casa sua, si è svolta ieri, finalmente in presenza, la riunione del noto "gruppo radioascolto subalpino" che da mensile è diventata purtroppo aleatoria. La data è stata forzatamente scelta piuttosto avanti nel calendario e ci sono state defezioni dovute a molteplici motivi; ciononostante grazie alla generosa ospitalità del padrone di casa, che non ci ha fatto mancare nulla quanto a generi di conforto e novità di mercato, è stata una riunione ottimamente riuscita, assolutamente piacevole ed interessante. Sotto un porticato fresco ed accogliente, su una tavolata ampia sono apparse, come funghi dopo la pioggia, le ultime novità in fatto di radio ed antenne portatili, che con l’aiuto di tutti sono state provate, vagliate, testate e confrontate, con una nutrita serie di antenne corte, lunghe, caricate, amplificate, lineari e loop...

Ricevitori lillipuziani per onde corte, ricetrasmettitori QRPP, ricevitori DAB+, valigette porta-tutto sono passati di mano in mano per la gioia degli occhi e delle orecchie ma anche - e forse soprattutto - delle mani che hanno avuto modo di premere, schiacciare, ruotare, selezionare, sintonizzare, accendere, spegnere...




Come sempre il tempo è stato tiranno e tre ore sono passate in un attimo. Ma se la situazione sanitaria si evolverà per il meglio, come tutti speriamo, ci ritroveremo dopo i mesi estivi per nuove e mirabolanti avventure, per raccontaci dei nostri ascolti esoterici (ad esempio ieri abbiamo potuto appurare come ci fossero ottime aperture propagative via F2 sui 6 metri e sulla banda OIRT) e tanto altro.

Ancora una volta grazie al nostro anfitrione, ospite, amico e sodale Bettino IZ1CCF, cui va la riconoscenza di tutti per averci ospitati, rifocillati ed intrattenuti.



giovedì 12 maggio 2022

XVIII Campo Radioascolto 2022

Basta osservare la Casa Balneare Valdese di Pietra Ligure nelle foto di questo campo di radioascolto appena trascorso e confrontarle con quelle delle passate sedizioni, ben 17, per vedere quanta acqua è passata sotto i ponti (ma anche sopra, e mi riferisco alle ristrutturazioni forzose derivate dal fortunale occorso nel novembre del 2018 che con raffiche di vento a 180 Km/ora e onde di 10 metri hanno provocato ingentissimi danni alla struttura). Ma il tempo non ha sopito la voglia di riprovarci ancora; riprovare ad organizzare un campo di radioascolto dopo ben due anni di inattività causata dalle restrizioni sanitarie; per trovarci tra amici, appassionati, radioamatori, SWL, BCL, curiosi; per ritrovare il gusto di socializzare, confrontarci di persona sulle esperienze passate e gli aneliti futuri, per condividere gli esiti delle nostre attività, per scambiare opinioni in modo discorsivo e dialettico, per capire, spiegare, ascoltare, per realizzare assieme i nostri progetti, per discutere sui vari setup possibili, immaginifici, irrealizzabili... insomma tutte quelle cose che né tramite i social, né con le videoconferenze, né con la posta elettronica è possibile fare.

E così con la complicità ed i buoni uffici di Cristina e Gianfranco, gli splendidi gestori della struttura, che ci hanno riservato il miglior locale per l’installazione delle nostre apparecchiature, le stanze più vicine alla stanza dei bottoni, che ci hanno garantito il passaggio di cavi coassiali e non, che ci hanno supportato nelle nostre strane richieste e nelle nostre particolari esigenze , anche quest'anno siamo riusciti ad organizzare una più che degna sala radio; che quest'anno ha visto protagonisti tanti ricevitori SDR per le onde lunghe medie e corte (Sdrplay RSP1A, Perseus, Airspy HF+ e HF+ Discovery) con i vari programmi di gestione e decodifica (per FT8, FT4, DSC, HF-FAX, NAVTEX, HFDL, DAB, DRM, SITOR-B, WSPR e altro), un paio di ricevitori portatili (Tecsun PL-660, H501-X e HXDATA D-808), un Lowe HF-150  ed il classico e pluri-testato setup di Hubert per la caccia alle stazioni in FM e DAB+.

Il setup di Hubert comprendeva ovviamente il suo parco di antenne VHF direttive e non, ricevitori e decodificatori vari, mentre per le bande più basse è stato verificato che il miglior compromesso è ancora il captatore verticale di 10 metri (issato con la complicità di una robusta canna da pesca), con contrappeso marconiano e adattatore/trasformatore 36:1 Mini Circuits. Un dipolo verticale per la banda AIR, costruito ad hoc, ha completato la selva di antenne con cui si è colonizzata la struttura...

Vento forte e pioggia battente ci hanno accompagnato nei primi giorni, ma poi il meteo si è fatto clemente ed un bel sole caldo con mare piatto e cielo azzurro intenso ci hanno accompagnato fino alla fine del nostro tempo di radioascolto; tempo che non vorremmo finisse mai perché stare assieme per esercitare il nostro hobby preferito è la cosa più bella del mondo. Perché ascoltare il mondo e commentare assieme questo e quello, scambiarsi le cuffie e le antenne, dare ed accettare consigli e suggerimenti, valutare la bontà di questo ricevitore su questa banda piuttosto che di quello su quell'altra banda, con questo o quel software, con un'antenna piuttosto che con un'altra è un esercizio ginnico per il corpo e la mente, è una pratica che solo in queste situazioni ci è concesso fare ed esercitare.

E quindi, anche se questo XVIII campo di radioascolto di primavera si è appena concluso, si va via già pensando a quello del prossimo anno, alle prossime radio da valutare, alle prossime installazioni, alle prossime prove ed alle prossime esperienze; potendo condividere i nostri afflati ed i nostri aneliti a pranzo piuttosto che a cena o a colazione, magari facendo due passi sulla passeggiata a mare o cercando nel negozio più vicino il cavetto che si è usurato o la rara bottiglia di vino...

Tanto siamo sicuri che Cristina e Gianfranco si faranno in quattro per noi, che la sistemazione alberghiera sarà ottimale, che la sala radio sarà nuovamente a nostra disposizione, che ci alzeremo da tavola impressionati dalla qualità della cucina, che una sdraio ed un ombrellone sono lì ad aspettarci, e magari ci scapperà anche un bagno in mare oltre che l'ascolto di un NDB mai sentito prima piuttosto che una stazione Navtex in HF o un porto del Pacifico in DSC.

Tra le persone da ringraziare, oltre ai gestori della Casa Balneare Valdese di Pietra Ligure, ai partecipanti al campo, ai visitatori che sono venuti a trovarci da più parti, non posso mancare di citare il noto Giò Barbera che ci ha menzionati su diverse testate.


 

Ecco qui sotto i link che non potete mancare di aprire e visitare:

https://www.areamediapress.it/2022/03/19/dal-5-all8-maggio-torna-a-pietra-ligure-il-campo-radioascolto-di-primavera/

https://air-radiorama.blogspot.com/2022/02/campo-radioascolto-di-primavera-iixx.html

http://cisar.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1592:radioascolto-le-info-di-maggio-2022&catid=64&Itemid=269

http://www.brunero.it/pietra_22/index.html


mercoledì 23 febbraio 2022

Locandina Campo Radioscolto 2022

DX CAMP DI PRIMAVERA, SI RIPARTE!

È indetta la XVIII edizione del Campo di Radioascolto di Primavera presso la

Questa è la data:

Dal 5 all'8 maggio 2022

La partecipazione è aperta a tutti, può essere per la sola domenica, per il fine settimana o, per chi può, per tutti i quattro giorni.

Per informazioni e prenotazioni occorre contattare direttamente la Casa Balneare Valdese, Lungomare Falcone e Borsellino, 24 - 17027 Pietra Ligure SV
Telefono fisso: 019 611907
Fax 019 610191
Email: info@casavaldese.it 

Per chi prenota per 2 notti o più, il costo sarà di Euro 57,00 al giorno per persona in pensione completa.
Nel caso di doppia uso singola euro 20,00 in più al giorno = Euro 77,00.
Mentre per chi prenota 1 notte in doppia il costo è di Euro 50,00 a persona con colazione
Eventuali pasti extra: pranzo Euro 16, cena euro 15, pranzo festivo Euro 20,00 

La Casa Balneare Valdese è una invidiabile struttura alberghiera completa di tutti i comfort che sorge direttamente sulla spiaggia, al confine tra i comuni di Borgio Verezzi e Pietra Ligure. È a pochi passi dalla stazione FS di Borgio Verezzi. In pochi minuti si può arrivare all'incantevole abitato di Verezzi, composto da 4 splendidi borghi antichi: Poggio, Piazza, Roccaro, Crosa.

Questo è il link per una passata e memorabile edizione, quella del 2018: Campo Radioascolto di Primavera 2018. Speriamo di ritrovarci in tanti e di poter interessare nuovamente gli organi di informazione regionale... il nostro è un mestiere difficile, è giusto che se ne parli in tutti gli ambiti possibili in modo che questo magnifico hobby sia sempre più conosciuto ed apprezzato. Mi corre l'obbligo, come per quasi vent'anni a questa parte, di ringraziare i magnifici Cristina e Gianfranco che gestiscono la Casa Balneare Valdese, che non ci hanno mai fatto mancare i loro aiuto ed il loro appoggio per ogni nostra esigenza e difficoltà.

martedì 15 febbraio 2022

Captatore verticale con Bal-Un 36:1

Un amico di penna di lunga data mi dà l'occasione di ritornare a parlare di un captatore a banda larga, escogitato tempo fa, che si è fatto strada tra le varie antenne strane per il radioascolto e che gode ancora oggi come ieri di una certa fama per le sue indubbie doti.

E' risaputo che un'antenna è funzionale e funzionante quando la sua lunghezza fisica è funzione della sua lunghezza d'onda, ovvero è risonante: per i casi nostri e semplificando significa che a 50 Ohm di impedenza, la nostra antenna (ricevente o trasmittente che sia) avrà delle misure specifiche ed irrinunciabili: specifiche se in configurazione 1/4 d'onda a piano di terra riportato (detta antenna marconiana) ed altrettanto specifiche se in configurazione dipolo a 1/2 onda (detta antenna hertziana). In pratica significa che un'antenna dovrebbe poter funzionare per una sola banda e volendo dotarci di un’antenna per più bande specifiche dobbiamo ricorrere a dei barbatrucchi. Barbatrucchi che diventano ancora più complicati se ci serve un aereo risonante o comunque funzionante un po' dappertutto tra onde lunghe, medie e corte, cosa che per specifiche leggi fisiche sarebbe impossibile (un po' come la storia del calabrone, che - si dice - per leggi fisiche non potrebbe volare, ma lui non lo sa e vola lo stesso).

E allora: tra antenne che risuonano in prima e terza armonica, tra antenne alimentate in centro, fuori centro e ad un'estremità, tra antenne singole fatte risuonare su più bande grazie a trappole, risuonatori, bobine ed altro, ce n'è abbastanza per scrivere un libro, cosa che altri hanno fatto prima di me, per cui non mi ci metto. Ma in 5 articoli apparsi sulla rivista Radio Kit Elettronica ho cercato di riassumere delle cose, e che prima di andare avanti in questa mia chiacchierata vi invito a leggere:

Se vi siete appassionati alla trattazione, ed avete capito che molte volte occorre fare di necessità virtù se non possiamo che installare un solo aereo (nel senso di antenna ricevente), allora forse è d'uopo presentare due foto della scatola magica contenente il famoso adattatore-trasformatore T36, che va messo alla base di una canna da pesca di una decina di metri, issata e tenuta in piedi come si vuole (o come si puote).

Ecco un bel contenitore plastico, misure 70 x 50 mm circa; a sinistra c'è un connettore femmina tipo BNC, cui andrà inserito il cavo coassiale che dall'antenna arriva al ricevitore; alle altre due boccole andranno resi solidali: su quello di sopra, un filo elettrico di una decina di metri che sarà reso solidale con nastro adesivo alla canna da pesca; su quello di sotto, un paio di fili elettrici (anche quattro, anche otto) anche loro di almeno una decina di metri, poggiati al suolo, uno da una parte e l'altro dall'altra.


Ma cosa c'è dentro lo scatolotto magico? Il famoso T36 di cui si parla nella quinta parte della trattazione sulle antenne: un piccolo componente che realizza un adattatore di impedenza/trasformatore con rapporto di trasformazione 36:1. Sotto la scritta T36 c'è un puntino nero, il piedino in corrispondenza di tale puntino nero va collegato con la massa del cavo coassiale, al suo opposto va collegato il centrale del cavo coassiale; le due uscite vanno una al captatore, l'altra al piano di terra riportato. La piccola lampadina al neon, tutt'altro che necessaria, può fugare a terra eventuali sovratensioni che potrebbero crearsi sul captatore per elettricità statica.


Ed ecco un bel primo piano del componente T36, costruito da Mini-Circuits https://www.minicircuits.com/WebStore/dashboard.html?model=T36-1-KK81%2B, un Bal-Un a banda larga con rapporto di trasformazione 36:1.

Il componente in questione è talmente piccolo che occorre un saldatore a punta fine e di bassa potenza (20W) per realizzare le saldature, e sta comodamente anche nei contenitori plastici delle pellicole o negli ovetti di plastica che si trovano negli ovetti di cioccolato di una nota ditta di Alba. Ovviamente un BalUn 36:1 si può anche costruire partendo da un toroide Amidon FT 140-43, 36 spire sul primario e 6 sul secondario, facendo attenzione alla distribuzione spaziale dei conduttori, che è critica. Ma non mi sembra il caso di farsi del male, vero?

Ora, per realizzare un'antenna solo ricevente, funzionale e funzionante decentemente dalle onde lunghe alle onde corte, tutto sta alla nostra fantasia e allo spazio che abbiamo a disposizione. 





Certo, non è strettamente necessario issare una canna da pesca, rigorosamente in vetroresina. Si può usare anche un'asta metallica, un barra d'alluminio, un traliccio isolato dal suolo. O modificare un’antenna CB (tipo Eco Antenne Venom 5/8 e simili, magari un po' corta per i casi nostri, ma - come detto sopra - si fa con quel che si ha e di necessità virtù). Ma anche una Moonraker GPA-80, una Oxin 250-B, una HF BB-10V, una DX 7M, una SE HF X-80, solo per citarne alcune, tutte abbastanza simili tra loro: basterà bypassare l'adattatore-trasformatore che sta alla base e con fantasia e manualità montare un Bal-Un 36:1, magari il nostro bel T36 Mini Circuits, ricordandoci di mettere almeno un paio di radiali filari (e se è solo uno? non sarà perfetto, ce ne vorrebbero magari quattro, ma andrà comunque bene).

Non ho scoperto l'acqua calda e non ho stravolto le leggi della fisica; l'antenna in questione è solo ricevente ed è un buon compromesso per divertirsi ad ascoltare con un ricevitore a sintonia continua per onde lunghe, medie e corte. Il Q del sistema è basso, lo so, ma non si può avere tutto dalla vita o, come si dice, la botte piena e la moglie ubriaca. Ma vale tutto l'impegno che abbiamo messo nella sua realizzazione e la soddisfazione che ci procurerà facendoci ascoltare, più che decentemente, dal DCF a 77.5 kHz ai radioamatori in banda 28 MHz.



giovedì 27 gennaio 2022

Radio sonde II parte

 

Nella pausa natalizia (periodo che va comunemente tra Natale l'Epifania) con mio nipote Stefano abbiamo avuto modo di effettuare delle prove di ascolto della sonda lanciata da Levaldigi. Un giorno di cielo terzo e temperatura quasi primaverile ci siamo recati in località San Bernardino (44.17184°N, 8.35129°E, ca. 250 mslm) sopra Finale Ligure (dove lui abita) per una sessione di caccia, con un'attrezzatura invero abbastanza scarsa, anche perché non era stato programmato questo tipo di attività: computer portatile, ricevitore SDR RSP1A, antenna bibanda magnetica (ca 50 cm) in centro tetto sull'auto.

Diciamo che, al di là del fatto che è stata una bellissima esperienza, con un tempo splendido anche se piuttosto fresco, i risultati non sono stati esaltanti... L'unica sonda che abbiamo ricevuto è stata quella lanciata da Levaldigi ed ascoltabile su 402.800 MHz, non l'abbiamo decodificata se non dopo tre quarti d'ora circa dal lancio, e l'abbiamo persa sul mare ad una sessantina di Km davanti a noi, a circa 10000 metri di quota, pur non avendo nulla davanti a noi; infatti all'orizzonte avevamo le alte cime della Corsica, come si vede dall'app Peak Finder.

Evidentemente 50 cm di antenna, con una radio sonda che nell'ultima telemetria ricevuta dichiarava un notevole abbassamento di tensione di batteria (e quindi anche di potenza emessa), senza amplificatore d'antenna, non sono stati mezzi sufficienti alla bisogna.
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Molto meglio sono andate le ultime recenti prove casalinghe: una direttiva da 15 elementi piazzata sul balcone (abito all'ultimo piano), con campo libero da 40° a 220°, mi ha infatti permesso di ricevere il segnale della radio sonda lanciata da Thun, in Svizzera, a 401.800 MHz,

da Ferrara, a 404.600 MHz,

da Udine-Rivolto a 404.000 MHz,

nonché Cameri, a 402.000 MHz,

qui sopra in una immagine ripresa una decina di minuti dopo il lancio, e qui sotto con tutti i dati telemetrici correttamente restituiti dal programma RS41 Tracker


Sono due giorni che da Levaldigi non si alza nulla ma sono certo che con l'artiglieria pesante che ho messo in funzione dovrei seguire la radio sonda fino in mare aperto per almeno un centinaio di Km, se segue il suo percorso abituale. E non è detto che non riesca anche ad ascoltare la radiosonda lanciata da Pratica di Mare. 

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Qualche giorno dopo il rientro dalle vacanze e volendo capire il perché della debacle a San Bernardino (che figura con mio nipote!), ho passato al setaccio tutto quello che poteva non aver funzionato. Valutato che il ricevitore funzionava, che il programma funzionava e che la sonda di Levaldigi funzionava, ho passato ai raggi X l'antenna bibanda (il classico quarto d'onda messo su magnete, con ricciolo, che funzionando sui 2m e sui 70cm avrebbe dovuto fare il suo dovere). Ed ecco trovato l'arcano: tolta la guarnizione al di sotto del magnete e messo a nudo il collegamento tra coassiale ed antenna - orribile visu - ho scoperto che il centrale del coassiale si era dissaldato dallo stilo! Quindi si riceveva la sonda con la punta del coassiale non ricoperta dalla calza-schermo, circa 1/2 cm. Beh... non male!

 

lunedì 17 gennaio 2022

Radio Sonde

Erano gli inizi del mese di dicembre dello scorso 2021. Mio cognato IU1HGK mi avvertiva che tramite il suo progetto open source Hack RF (HackRF One con Portapack H2) https://greatscottgadgets.com/hackrf/ osservava e decodificava buona parte della telemetria di una Radio Sonda lanciata dall'aeroporto di Levaldigi. Sapevo che Ivan Guerini con alcuni suoi amici si erano messi in passato a caccia delle sonde meteorologiche che, appese a palloni gonfiati ad elio, vengono rilasciate regolarmente da alcuni aeroporti italiani... me ne ha fatte anche vedere alcune che, come trofei, erano messi in bella vista nel suo shack. Ma questa attività di radioascolto non mi aveva coinvolto e la cosa era morta lì.

Questa novità segnalatami da Paolo IU1HGK, che persino da Finale Ligure si potesse ascoltare e decodificare la sonda meteorologica lanciata da Levaldigi, molto più vicino a me che a lui, mi ha fatto scattare la voglia di provarci. E così, per quel giorno e per i giorni a venire, ho acceso l'unico mio apparecchio in grado di ricevere i 402.800 MHz, un Icom IC-2725, e - incredibile auditu - un segnale di tipo digitale arrivava non forte ma molto chiaro. 


 

Aiutandomi con quanto i colleghi della mia sezione CISAR di Genova avevano già implementato e reso di pubblico dominio (un lavoro davvero fantastico!) su https://www.cisargenova.it/radiosonde.html ho potuto presto realizzare che ero in grado di ascoltare il segnale della Radio Sonda lanciata da Levaldigi fino in mare aperto. Ma con che potenza veniva emesso il segnale? Che tipo di codifica veniva utilizzato? Come potevo vedere anche io i dati trasmessi e decodificarli? 


 

L'apparecchio attaccato al pallone è una Radiosonda Vaisala RS41-SG e dalle specifiche tecniche si vede che trasmette con pochissima potenza, circa 60 mW; la quantità di dati trasmessa è notevole... impossibile resistere! Ho contattato i colleghi della mia sezione CISAR di Genova, IK1NET, IW1PPB e IK1NAF, che mi hanno suggerito con cosa ascoltare, in che modalità operativa e quale programma di decodifica utilizzare, invitandomi comunque - se interessato - a fare parte del pool di osservatori che concorrono all'attività mondiale di radiosondaggio che viene resa di pubblico dominio sul fantastico sito https://radiosondy.info/, attrezzandomi con Raspberry PI e poco altro... Ma sono appena all'inizio, e per ora cerco di fare con quello che ho. Poi si vedrà... 

 

Agli insuccessi si sono inseguiti gli insuccessi... mentre Paolo IU1HGK da Finale decodificava i dati della Radio Sonda lanciata tutti i giorni alle ore 12 locali da Levaldigi, acquisendola dopo mezz'ora o quaranta minuti, io non decodificavo nulla, né prendendo l'audio dall'IC-2725 né utilizzando un clone di RTL-SDR acquistato in Rete per quattro soldi. Con il portatile Baofeng in casa il segnale era basso ma assolutamente ricevibile, mentre il clone RTL-SDR non ascoltava nulla... quello che si dice una vera ciofeca! Ho anche provato a prelevare l'audio dal Baofeng, ma nulla. Maurizio IK1NAF mi ha anche spiegato perché l'audio di un RTX è inservibile e perché è necessario un ricevitore SDR con modalità di ascolto WFM, e così ho deciso di acquistare un buon ricevitore SDR; non che non ne abbia in casa, ma nessuno arrivava ai 400 MHz. Dimenticavo... ho anche provato a far espandere in ricezione il Kenwood TS-2000 (che non scende di fabbrica sotto i 420 MHz) visto che ha come modo di ricezione, oltre che NFW, anche FM: niente da fare, ovviamente.

E così, approfittando di un'offerta natalizia di un noto negoziante on-line, ho ordinato un RSP1A arrivato in un paio di giorni. Ma nel frattempo è arrivato il tempo delle festività natalizie, che mi ha visto fuori casa fino a Capodanno. Una volta rientrato in Pinerolo non ho avuto più nulla in testa se non la decodifica delle radio sonde! E anche qui sono arrivati insuccessi su insuccessi. Cosa sbagliavo? Il programma RS41 Tracker era correttamente scaricato e settato; il ricevitore RSP1A con SDR Console V3 riceveva alla grande, anche perché nel frattempo ho provvisto il sistema di un amplificatore

VHF/UHF Metronic 440112 (47-790 MHz, 20 dB di guadagno nominali, un realtà per i casi miei solo 15 dB) il segnale sul waterfall era robusto e ben visibile. Dove stava l'errore? Probabilmente nel settaggio di default della sensibilità RF; l'impostazione sul valore 5 ha probabilmente risolto tutto (dico probabilmente perché nel frattempo il sistema operativo si è aggiornato, Windows si è chiuso inaspettatamente, il PC è ripartito di default con Linux, ho fatto degli aggiornamenti di Ubuntu e quindi ho fatto ripartire il PC sotto Windows). 

 

E' ormai una settimana che seguo costantemente le sonde rilasciate dall'aeroporto di Cameri (che trasmette a 402.000 MHz) e di Levaldigi (che trasmette a 402.800 MHz) con piena soddisfazione, vedendone lo spostamento nello spazio con il programma RS41 Tracker, osservandone i segnali con SDR Console V3, con il mio fantastico RSP1A (che nel frattempo uso con SDRUno per le Onde Lunghe, Medie e Corte, per la FM e per il DAB+), un'antenna bibanda per 144/430 MHz sul tetto di casa e l'amplificatore di cui sopra, confrontando i miei dati con quelli osservati dai colleghi della mia sezione CISAR su https://www.cisargenova.it/radiosonde.html ed i dati osservabili su https://radiosondy.info/. Con l'amico Beppe IZ1ESH, che ha costantemente seguito i miei sforzi, i miei insuccessi e - finalmente - i miei successi, ci siamo scambiati informazioni, dati, consigli, dettagli tecnici; abbiamo anche tentato assieme il recupero di una sonda caduta dalle mie parti, mentre da solo è arrivato tardi a raccogliere il solo paracadute di una sonda lanciata da Cameri ed atterrata a Sud di Carmagnola.

Nel frattempo ho scoperto che tanti sono quelli che si dedicano all'ascolto e alla decodifica delle Radio Sonde, molti di più di quanto credessi, radioamatori e non, e che quindi la caccia alle sonde atterrate è una lotta aperta e serrata: sulle sonde italiane è scritto che non è necessario riportarle al sito di lancio e possono rimanere nelle mani di chi le trova, come una sorta di trofeo, magari iscrivendosi come cacciatori su Radiosondy ed aggiornando il database con il luogo del recupero e lo stato di conservazione della sonda.